LE PARTI DI NOI NATE DA UNA MANCANZA
Le parti di noi nate da una mancanza
Di Valentina Redditi
Non tutto ciò che siamo è nato da ciò che abbiamo ricevuto.
Alcune parti di noi sono nate, invece, da ciò che è mancato. Da un’assenza, da una risposta che
non è arrivata, da un legame che non ha saputo esserci nel modo giusto.
Le mancanze non fanno rumore quando accadono. Spesso si manifestano nel tempo,
lentamente. Si infilano nei gesti che impariamo a fare da sole, nelle responsabilità assunte
troppo presto, nel modo in cui impariamo ad arrangiarci senza chiedere.
Ci sono parti di noi che sono cresciute così: non per scelta, ma per necessità. Parti forti,
autonome, capaci. Parti che hanno imparato a reggere, a contenere, a non dipendere. E che,
per molto tempo, ci sono sembrate l’unica possibilità.
Non tutte le mancanze sono evidenti.Alcune sono sottili: uno sguardo non ricevuto, una
presenza intermittente, un affetto che c’era ma non nel momento in cui serviva. Non lasciano
ferite visibili, ma modellano il modo in cui ci muoviamo nel mondo.
Col tempo, queste mancanze diventano struttura. Ci insegnano come stare nelle relazioni, cosa
aspettarci, cosa temere. Ci portano a essere prudenti, attente, a volte trattenute. Non perché
manchi il desiderio di legami pieni, ma perché il corpo ricorda ciò che non ha avuto.
Riconoscere le parti di noi nate da una mancanza non significa giudicarle.Sono state risposte
intelligenti, spesso necessarie. Ci hanno permesso di crescere, di resistere, di continuare.
Meritano rispetto.
Ma arriva un momento in cui possiamo guardarle con più lucidità. Chiederci se quelle stesse
strategie ci servono ancora. Se ciò che è nato per proteggerci non stia, oggi, limitando la
possibilità di relazioni più aperte, più giuste, più presenti. Non si tratta di cancellare ciò che è
mancato.
Si tratta di riconoscere che non siamo più solo il risultato di quelle assenze. Possiamo imparare
a ricevere ciò che prima non c’era, a chiedere ciò che un tempo sembrava impossibile.
Le parti di noi nate da una mancanza fanno parte della nostra storia.
Ma non devono scrivere da sole il nostro futuro. A volte, riconoscerle è il primo passo per
lasciare spazio a qualcosa di diverso: a una presenza più piena, a un legame più equilibrato, a
una versione di noi che non deve più reggere tutto da sola.
Ed è anche così che, lentamente, si cresce.

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