RUBRICA: LA SCRITTURA ANGELICA (ISPIRATA)
RUBRICA: LA SCRITTURA ANGELICA (ISPIRATA)
A cura di Liliana Karima Elyra Fantini
La scrittura angelica
Nel linguaggio simbolico, parlare di scrittura angelica non significa riferirsi a un genere letterario specifico, né a una pratica esoterica in senso stretto. Significa piuttosto indicare una modalità di scrittura che nasce da un ascolto profondo, da uno stato di attenzione in cui la parola non viene forzata, ma accolta.
La scrittura angelica si colloca in uno spazio intermedio: tra pensiero e intuizione, tra volontà e ispirazione. È una scrittura che non pretende di controllare il senso, ma si rende disponibile a riceverlo. In questo senso, l’aggettivo “angelica” rimanda alla funzione simbolica dell’angelo come messaggero, come tramite tra livelli diversi dell’esperienza.
Scrivere in questa modalità significa sospendere, almeno in parte, il giudizio immediato e la ricerca di performance. La parola non nasce per dimostrare, convincere o affermare un’identità, ma per trasmettere. Ciò che conta non è l’originalità a ogni costo, ma la chiarezza, la precisione, la fedeltà a ciò che chiede di essere detto.
Nel tempo veloce e produttivo della scrittura contemporanea, la scrittura angelica propone un ritmo diverso. Chiede silenzio, attenzione, responsabilità. Non tutto ciò che emerge deve essere scritto; non tutto ciò che viene scritto deve essere pubblicato. La cura della parola diventa parte integrante del processo.
Nel solco simbolico di Calliope, la scrittura angelica può essere intesa come un atto di servizio: alla lingua, al senso, e a chi legge. Non è una scrittura che eleva chi scrive, ma una scrittura che si mette a disposizione di qualcosa di più grande della singola voce.
Scrivere, in questa prospettiva, non è invocare l’ispirazione, ma rendersi degni di accoglierla. Attraverso disciplina, ascolto e rispetto per la parola.


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