Una di noi
Semplice. Dice che è semplice. Sempre occultata da quei
foulard a basso costo, con le mani screpolate immerse nel pesce tutto il
giorno, col grembiule bianco che ormai ha una forma sua anche appena lavato e
si slarga al di sopra dei fianchi come una mongolfiera sventrata. Semplice dice
lei, proprio semplice. Grida al marito qualcosa mentre incarta le due sogliole
alla mamma premurosa che ha la figlia che non mangia quasi niente. Che sarà, il
dottore ha detto che forse ha la tenia. Sarà grave? Nel dubbio le mette una
madonnina di plastica all'interno, di quelle che porta sempre in tasca senza
farsi vedere, così per protezione, non si sa mai. Quella volta di notte quando
chiudeva gli occhi forte forte per non vedere l'uomo nero e non sentire le sue
mani sui piedi aveva funzionato. E così manderà via anche questa tenia che è
donna e quindi, si sa, magari più furba, ma sicuramente della stessa specie.
Nel gelo del negozio nel quale lavora ormai da 20 anni si sistema il golf un pò
ruvido sulle spalle con fare spavaldo, come un bambino con un dolce alla
fragola nelle tasche appena rubato. Pensa che è semplice salvare la gente dalla
sofferenza. E in ogni caso, lei ci prova. Ma quando tornano e le dicono che è
successo quasi un miracolo allora le brillano gli occhi, non capisce più niente
e si mette a spazzare per non far vedere le lacrime. Perché per lei è davvero
semplice. Ride nascondendo i denti storti sul davanti e accenna un inchino.
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