Eravamo solite travestirci con i vestiti di nostra madre, canottiere colorate, borse, foulard, e i tacchi, bianchi alti , bellissimi, gli unici che lei possedeva, quelli del matrimonio , quindi facevamo a gara a chi li acchiappava per prima, a costo di cadere, di sbattere negli spigoli, con pizzicotti e spinte moleste, per poi ridere trionfanti se riuscivamo ad accaparrarceli per prima, col fiato in gola, come fosse la cosa più importante. 

Annodavamo le lenzuola alle palle di legno del letto dei nostri genitori, e andavamo sotto alla tenda creata, per confabulare,  raccontarsi segreti e ridere...mia sorella adorava farmi ridere, ancor più farmi rimanere senza fiato, sfoggiando la sua forza di sorella maggiore,  quella volta il crampo alla pancia dalle troppe risate fu talmente doloroso che gli assestai un pugno in faccia, per liberarmi di lei...fu allora che lei si fermò, con gli occhi spalancati, in silenzio e con la mano sulla bocca, andò a guardarsi allo specchio,  non sapeva se ridere o piangere, aveva inghiottito un dente ( di latte )...corse da nostra madre, gridando ingiurie su di me...fu lì che adorai mia madre, che calma e sorridente,  mi disse : -ce l'hai fatta a farla smettere!
Era solo un dente penzoloni, ma per la mia autostima fu come una marcia trionfale,  l'inizio del rispetto, conquistato a sorpresa, ero incredula e felice... 

 

A cura di Barbara Tattini 


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