LA FORZA DELL’ARMONIA. Approccio integrato al disagio, ovvero, l’insieme che cura.
Di Anna Maria Cavaciocchi, Luglio 2010
Il disagio è una componente del cosiddetto ‘malessere del quotidiano’ ed è anche espressione di un ‘non utile’ adattamento alla realtà e di una incapacità di far fronte in modo adeguato alle difficoltà della vita quotidiana. Ciò impedisce, talvolta in modo rilevante, il raggiungimento del benessere soggettivo dell’individuo. Nel ‘malessere del quotidiano’ si mantengono disturbi che compromettono a volte il funzionamento sociale e/o lavorativo del soggetto. Spesso le manifestazioni cliniche portano a evidenziare ricorrenti crisi nell’affrontare difficoltà minime della vita, come il superamento di un esame, una malattia ‘banale’, fino a sviluppare una intolleranza verso la sofferenza e il dolore in genere. Il disagio dell’uomo contemporaneo è complesso e ha componenti variabili che rappresentano una complessità disfunzionale. La vita contemporanea appoggia da troppo tempo condotte di tipo ‘operativo’: efficienza, rendimento, esigenze materiali crescenti, netta suddivisione del tempo in momenti riempiti da attività precise, prevalenza di attività imposte da altri prevalenza del concreto a scapito dell’immaginario, dell’avere a scapito dell’essere. Studi transculturali hanno correlato il manifestarsi di disturbi psicosomatici e di disagio anche nel bambino, a cambiamenti sociali, ambientali e culturali, che avvengono con più rapidità rispetto ai bisogni fisiologici, naturali e necessari. La minor tolleranza, da parte di adulti educatori, della sua espressione naturalmente diretta, sollecita il bambino alla silenziosa e coartata espressione somatica, spesso associata alla compiacenza dell’adulto stesso. Per questo è facile che la personalità del bambino della società contemporanea venga più a essere oppressa e compressa piuttosto che compresa. “Esiste un Uomo perchè esisteva un Bambino. Se calpesti il germoglio non nascerà mai l’albero”. Angelo Lombardi. Fin dagli inizi dell’esercizio della mia professione di medico, ho osservato come certi pazienti adulti, durante la visita, assumevano atteggiamenti infantili. Toccando parti dolenti del corpo del paziente mi capitava di assistere a reazioni emotive intense, come di ‘bimbo’. A tali reazioni il paziente stesso restava come stupito. Io partecipavo con la mia emotività e umanità spontanee a tali espressioni forti, forse ‘antiche’- Restavo per lo più in ascolto e attendevo che il momento passasse. Poi, osservavo che qualcosa cambiava. Poteva capitare che il paziente iniziasse a parlare di se’ e che addirittura esclamasse: “Mi sento meglio dottoressa … avevo come un peso, un groppo … uno struggimento un … magone”. Qualcosa cambiava anche in me e riaccendeva ogni volta la voglia di ricerca. Così, nel 1993 mi iscrissi al Corso di Formazione di Psicosintesi presso il ‘Centro Studi Roberto Assagioli’ di Firenze, diretto da Piero Ferrucci.
E apresi concetti come subpersonalità, Se’ personale, Se’ Transpersonale, Inconscio Superiore ed esperimentai tecniche che mi permisero di iniziare a comprendere molte delle esperienze professionali e di vita da me vissute. La Psicosintesi del dottor Assagioli, rispondeva e risponde a esigenze mie personali di crescita e ricerca. Roberto Assagioli afferma che, in certi momenti di crisi, la personalità assume condizioni di regressioni apparenti e che proprio il corpo ci dà allora la possibilità di accedere a potenzialità inespresse e quindi guarire. Proprio come se nelle condizioni in cui, per la medicina ufficiale, si presentavano il massimo della gravità, del ‘difficile’, dell’incurabile e dell’intrattabile, questo psichiatra fiorentino forniva la chiave per poter comprendere, recuperare e addirittura riorganizzare più efficacemente il sistema funzionale del corpo e dell’intera personalità. Quella mia voglia di capire come il ‘tornar bambini’ di certi pazienti era per recuperare, mi ha portato a continuare la mia formazione in Psicosomatica (Roma, Milano e Firenze) e in Psicologia dell’Età Evolutiva (Anno accademico 1997, Padova, facoltà di Psicologia). La mia tesi di ricerca per il superamento del Corso ‘Genitorialità ed Età Evolutiva- assunti di base della teoria di Bowlby e utilizzo dello strumento Adult Attachment Interview’ fu: ‘Osservazione del comportamento dei bambini per la comprensione del comportamento degli asulti’. Continuo nella cura di Soggetti adulti, cercando di avere a cuore sempre il ‘bimbo che è dentro ciascuno’ e dei suoi bisogni naturali e necessari, inespressi e insoddisfatti. “Ci è dato di intravedere nel cuore dell’uomo il riemergere di una memoria antica: il ricordo dell’Anima, dei sentimenti, dell’unità originaria … questo riaffiorare dell’Anima … pare assumere sempre più le sembianze di un bambino… il Bimbo interiore è la nostra Anima salvata, che a sua volta ci salverà. Con la sua innocenza, la sua capacità di stupirsi, la libertà dei suoi sentimenti e la sua istintiva spiritualità ci prenderà per mano e ci farà vedere il mondo con occhi commossi...” (Alberto Alberti, Il bimbo interiore). L’uomo contemporaneo, frutto di una società disfunzionale, vive ancor più la condizione di essere ‘diviso internamente tra l’inabissarsi nei propri limiti e il protendersi oltre le proprie potenzialità’ (Alberto Alberti, Il bimbo interiore) e manifesta disagi sempre più complessi. Per questo risulta utile accogliere l’uomo di oggi e il suo disagio con un approccio globale, molteplice, variegato e integrato, che sia di qualità, alta professionalità e umanità. Una valutazione olistica psicosomatica è senz’altro facilitata dalla attivazione di una equipe che assuma come mezzo di cura principale l’approccio integrato: un atteggiamento che è un prendersi cura, una volontà di collaborare e condividere osservazioni, mezzi e strumenti, tutti volti a favorire processi di diagnosi, di terapie e, conseguentemente, di guarigione. Operare, sia informa individuale che di ‘insieme’ porta a una cooperazione verso una sempre maggior salute. Lo strumento principale da utilizzare è la cartella clinica integrata, da me messa a punto, dopo il lavoro di ricerca con Massimo Rosselli, mio primo didatta di Psicosintesi. Lavorando insieme si avverte quella che ho definito la forza dell’armonia, una sicurezza, una leggerezza e chiarezza che viene nell’operare cooperando per il bene comune. La forza dell’armonia è anche l’alleanza terapeutica con il Soggetto che è a disagio e anche con il sistema di relazioni e di ambiente in cui vive. Tale alleanza porta alla creazione di un efficace rapporto terapeutico e del verificarsi di una esperienza che già da sola promuove nel Soggetto la volontà di cambiare e con essa la volontà di guarire. Il vantaggio di lavorare insieme è un allargamento della visione delle tematiche portate dal Soggetto e una maggiore e migliore capacità di contenimento del suo disagio. Nel tempo e nello spazio dell’INCONTRO, si forma un luogo in cui il Soggetto si sente veramente accolto nel suo TUTTO tanto da sentire la possibilità reale di ritrovare la volontà di capire, attraverso processi di consapevolezza, l’espressione complessa e molteplice del suo personale disagio e della sua sofferenza. Può così aver voglia di essere guidato verso il ricontattare la sua vera natura originaria e unitaria e vivere addirittura la sua crisi come possibilità evolutiva e di crescita personale.
BIBLIOGRAFIA: Principi e metodi della psicosintesi terapeutica, Roberto Assagioli ASTROLABIO EDITORE L’uomo che soffre, l’uomo che cura, Alberto Alberti, L’UOMO EDIZIONI Il bimbo interiore, Alberto Alberti L’UOMO EDIZIONI Psicosintesi, una cura per l’anima, Alberto Alberti, L’UOMO EDIZIONI L’intervento terapeutico per I disturbi psicosomatici, Anna Maria Cavaciocchi, RIVISTA DI PSICOSINTESI TERAPEUTICA EDIZIONI S.I.P.T., Anno IX nuova serie, numero 18, Settembre 2008.

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